LE IMMAGINI CHE CURANO

DECORIAMO GLI AMBIENTI DEI REPARTI PEDIATRICI DI BERGAMO E SERIATE.

IL PROGETTO

Il luogo del ricovero, con i suoi spazi, la sua atmosfera, l’architettura, i colori, la luce e l’arredamento. è senz’altro uno degli elementi chiave per raggiungere gli obiettivi di cura globale e benessere della persona ricoverata.

Il progetto si propone di ripensare e migliorare l’aspetto estetico dei reparti pediatrici di Bergamo e Seriate nei quali operiamo come volontari. Ci proponiamo di riequilibrare i rapporti fra spazio, luce, colore e decorazione.

In questo modo vogliamo raggiungere l’obiettivo di rendere ancora più accoglienti e famigliari i luoghi di cura dedicati ai bambini, e contribuire a contenere gli effetti del trauma derivante dalla malattia e dal ricovero, facendoli diventare essi stessi parte della cura.

I LUOGHI

L’intervento si concentra in queste strutture:

  • ASST Papa Giovanni XXIII – Chirurgia Pediatrica
  • ASST Papa Giovanni XXIII – Chirurgie Specialistiche Pediatriche
  • ASST Bergamo Est – Pediatria
  • ASST Bergamo Est – Pronto soccorso pediatrico

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UN PROGETTO CON UN’ANIMA

11, Novembre, 2021

LE IMMAGINI CHE CURANO

29, Aprile, 2021

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UNA COSA PICCOLA MA BUONA

UN PROGETTO CON UN'ANIMA: PERSONE, IDEE, INCONTRI.

UNA BICICLETTA (di Elisa Leoni)

Da qualche mese mi muovo in bicicletta. Per gli anni precedenti non ho fatto altro che dire a tutti quanto io odi andare in bicicletta. Poi mi hanno tolto il parcheggio nel posto in cui lavoro.

La bici l’ho tirata fuori dal garage dello zio, gratis: è nera, con un cestino comprato alla Decathlon, niente cambio marce. Ha i freni un po’ scarsi e l’aggiustatore di bici dice che è normale, è una Graziella che usano le sciure per andare dal panettiere, non puoi pretendere di scendere da Borgo Canale in sicurezza.

Io non vado dal panettiere ma sono arrivata da Curno a Borgo Palazzo, civico 42. Ricordo la data, ma solo perché me la sono segnata: 8 marzo, ore 17.

Ancora freschino, ragion per cui non ero particolarmente sudata, anche se ho dovuto lavare le mani nel bagno della fondazione Grizzly. Nel bagno della fondazione ci sono almeno due cose che adoro: una è il gradino a misura di bimbo sotto il lavello, l’altra è la salvietta degli ospiti di stoffa, una salvietta salvietta, per asciugarsi le mani.

Antonio mi ha misurato la temperatura e io mi sono ricordata di conoscerlo. Ceramica, laboratorio. Lui non riconosceva me: adesso ho i capelli lunghi e la mascherina. Anche Mario Albergati quando è entrato dalla porta mi sembrava di conoscerlo; ho ancora questa impressione, aspetto di ricordare dove l’ho già visto. Luca Catò me lo ricordavo anche senza rivederlo. Anche lui è venuto in bicicletta.

Al secondo incontro, il 20 aprile, nel cortile della fondazione, Mario mi ha chiesto: «Ma è senza cambio la tua bici?». Sì certo. «È che sei giovane», ha risposto. Un mese dopo, fuori dalla torre 3 dell’ospedale Papa Giovanni, sotto a un sole che si squagliava, Luca mi ha ri-domandato: «Ma è proprio senza cambio la tua bici?». Sì certo.

Poi ho detto: «La mia nonna ha fatto una vita senza cambio, e sta benone». In bergamasco si dice: e l’è ché amò töta. Era per dire che speravo che tutto questo progetto del colore e dell’illustrazione dentro una pediatria lo facessimo così, alla bergamasca. Attenti a ciò che conta, allergici alla retorica. Con una delicatezza nostrana.

IL COMITATO DI PROGETTO

LUCA CATÒ

Luca è il direttore artistico del progetto.

(Bergamo, 1966). Si laurea in Lettere moderne presso l’Università degli studi di Milano con una tesi in Storia dell’arte contemporanea. Nel 1992 fonda l’atelier “Tutti Giù Per Terra” dove si dedica alla creazione e alla formazione nel campo dell’arte e della ceramica; dal 2013 “Tutti Giù per Terra” è divenuta Associazione culturale. All‘attività di insegnamento (delle tecniche della ceramica e di materie letterarie presso un istituto tecnico commerciale di Bergamo) e a quella creativa, egli affianca anche quella di cura di mostre ed esposizioni, sia presso i musei civici cittadini, che nello spazio espositivo di “Tutti Giù Per Terra”.

MARIO ALBERGATI

Mario disegna, colora, inventa.

(Bergamo, 1956). Terminati gli studi in ambito artistico, si dedica alla tutela e conservazione del patrimonio artistico, alla ricerca grafica e fotografica. Dal 1978 al 2017 è stato docente di Discipline pittoriche presso il Liceo Artistico “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo. Attualmente collabora con Contemporary Locus, associazione culturale che promuove progetti d’arte contemporanea in luoghi dismessi d’interesse pubblico. Ha collaborato con gli Ospedali Riuniti di Bergamo coordinando un progetto del Liceo Artistico per l’installazione di opere nei reparti pediatrici.

ELISA LEONI

Elisa racconta. E lo fa bene.

(Bergamo, 1988) è cresciuta ad Ambivere, un paese di duemila abitanti. Dopo due anni alla facoltà di Medicina, si è laureata in Filologia moderna a Pavia con una tesi sull’Estetica del teatro sociale. È stata cameriera, educatrice, commessa e istruttrice di nuoto. Ha lavorato tre anni come redattrice per «Bergamopost». Si è diplomata a giugno 2018 alla Scuola Holden, college Scrivere. Poi è diventata giornalista pubblicista, storyteller per progetti d’architettura e archeologia industriale, docente di italiano e storia nella scuola superiore di secondo grado.

DON GIULIANO ZANCHI

Giuliano ci da sicurezza.

(Seriate, BG, 1967) licenziato in Teologia fondamentale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale è Direttore Scientifico della Fondazione Adriano Bernareggi di Bergamo. Si occupa di temi al confine fra l’estetica e la teologia ed è direttore della “Rivista del clero italiano”. Tra le sue pubblicazioni recenti: “Le migrazioni del cuore. Variazioni di un’immagine tra devozione e street art” (Bologna 2017), “Rimessi in viaggio. Immagini di una Chiesa che verrà” (Milano 2018) e “La bellezza complice. Cosmesi come forma del mondo” (Milano 2020).

IL RACCONTO DI UNA BELLA IDEA

UNA TELEFONATA

"Mentre capivo che se ti chiamano per una cosa piccola ma buona, come fai a non andare."

UN SEGNALIBRO

"È un posto senza interferenze, in cui si capisce che stanno succedendo cose buone. Di quelle che sono buone senza pretese."